TUTTI A SCUOLA
E
ssere felici: quale impossibile traguardo! Se
l'equilibrio traballa, l'insonnia avanza e gli amici cominciano a trovare scuse
per non vederci, e il momento di preoccuparsi. La crisi bussa alle porte come la
“Quinta” di Beethoven. Cosa fare per vincere l'incipiente smarrimento? I
baresi non tentennano, non esitano un attimo e guidano sé stessi in cerca di
strade che conducano alla felicità. Esplode il boom di corsi individuali e
collettivi dedicati al benessere, all'equilibrio, alla rinascita e
all'autostima. Si riscopre lo yoga, si sperimentano nuove forme di fede, nuove
filosofie. Ecco il corso di Naturopatia olistica, al centro “Gaia” e
l'incontro di meditazione yoga presso l'associazione "Arche's". Se la
psiche e in panne scopriamo come potenziare la sicurezza personale, scopriamo il
talento nascosto dentro di noi. Quando crolla - come lo definisce l'americano
Nathaniel Branden - “il sistema immunitario della coscienza, s'aprono le porte
dei corsi sull'autostima organizzati dall’Ikos Ageform. Boom di
iscrizioni e di richieste. I baresi (soprattutto le baresi) vogliono imparare a
volersi bene, a credere in sè. A riscoprirsi, qualora abbiano perso l'ideale
bussola del cuore. Incontri individuali sono dedicati alla scoperta della
respirazione, poiché il respiro e importantissimo e va saputo accordare al
cosmo per poter rimettere in equilibrio il corpo con l'anima. Una buona
respirazione porta con se anche una nuova e migliore coscienza sanista: basta
fumo, mai più sigarette, fioriscono le erboristerie, tempi prodigiosi in cui
cercare aromi ed essenze particolari. La fine, sempre più, baresi si avvicinano
al Buddhismo, una grande tensione spirituale vissuta prima ancora che come
religione come filosofia di vita. Incontri bisettimanali di condivisione del
propri affanni e di preghiera collettiva. Incenso da bruciare, candele da
accendere; la buddhità è dentro di noi, basta saperla cercare. Tutto, tutto
viene frequentato per tentare la strada della felicità. Siddharta dice:
“...so meditare, so aspettare, so digiunare”, che pure e una forma di grande
equilibrio, seppur prossima all'ascetismo. Poi, in fondo, la felicita è davvero
una scintilla. Un gesto, un luogo, un lampo, un profumo. Qualcosa si riaccende
dopo la lunga tenebra. E in quel momento la sensazione e indescrivibile: “come
se un grosso cane si mettesse a scodinzolare di gioia da qualche
parte dell'anima”.
(c.f.)